Il nostro comune sta entrando in una fase di grandi novità per quanto riguarda l’assetto del territorio.
L’amministrazione comunale aderisce ad “agenda 21”, programma base per un’ipotesi di sviluppo sostenibile. Nello stesso tempo, dopo quasi 10 anni dalla sua adozione, diventerà effettivamente operativo il nuovo P.R.G. e dopo “avanti tutta” e “marcia indietro” su argomenti chiave del Piano, e con molti aspetti ancora da chiarire, primo tra tutti l’IGDO, si attende l’approvazione del Piano Pluriennale di Attuazione.
E’ questo uno strumento molto importante perché programma l’attuazione del piano; in pratica dovrebbe essere lo strumento che consente di crescere alla città in modo armonico: infrastrutture, servizi, abitazioni, possibilmente con questo ordine di priorità.
L’esperienza vissuta con il precedente Piano ci ha mostrato una città che è cresciuta con l’ordine esattamente inverso, è stata completata la crescita abitativa prevista ma non sono stati realizzati servizi e infrastrutture, se non in piccola parte e comunque in quantità ben lontana da quei parametri previsti dal piano; le strade a servizio di una cittadinanza ormai triplicata sono quasi le stesse della data di adozione del 1° piano regolatore di Ciampino: il 1978. Se non vogliamo che l’infrastruttura più significativa di Ciampino, in attesa del sottopasso dell’Acqua Acetosa, sia la rotonda di Via Kennedy, non bisogna dimenticare proposte e programmi già in agenda, come la tangenziale all’aeroporto, l’interramento delle ferrovie, i collegamenti tra i quartieri; questi progetti sono ancora nei programmi dell’Amministrazione? Certamente Ciampino è una città di attraversamento ma viene attraversata quotidianamente anche dai suoi cittadini che non hanno alternative al trasporto privato.
Questo delle strade è solo uno degli aspetti, forse il più evidente e il più coinvolgente dello sfasamento tra crescita delle abitazioni e ritardo nella realizzazione dei servizi.
E comunque, nonostante la sua importanza, il PPA (Piano Pluriennale di Attuazione) è un po’ considerato solo la porta che dà la possibilità di edificare su tutte quelle aree, che con il nuovo piano sono tornate ad essere edificabili, è l’ultimo ostacolo che deve cadere prima della ripresa edificatoria della città.
Se “agenda 21” è anche sviluppo sostenibile e migliore qualità della vita in generale, dobbiamo dare significato a queste parole ed è fondamentale comprendere che occorre partire proprio da scelte di urbanistica sostenibile dove la sostenibilità non può essere l’esplosione della città che continua a sottrarre spazio al territorio dando vita ad una continuità edificata senza forma, identità, senza strutture e servizi. Sviluppo sostenibile è avviare il risanamento da dentro la città, recuperando i suoi buchi neri con delle corrette scelte di localizzazione.
Se i Piani Pluriennali di Attuazione sono lo strumento che nel tempo programma lo sviluppo della città, occorre che la crescita già prevista dal PRG, sia per lo meno bilanciata da interventi pubblici che insieme alle lottizzazioni convenzionate, frutto di progetti privati, siano tra loro coordinati e programmati in modo che i singoli piani si possano incasellare in celle strettamente collegate dove ci possa essere il confronto tra le istanze di sviluppo e di tutela del territorio, tra l’interesse del particolare e il perseguimento di obiettivi comuni.
A me pare che di PPA non ne parli nessuno.
Arch. Marina Veneri
Associazione “NucleoArchitettiCiampino”