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Nucleo Architetti Ciampino
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Archive for Giugno, 2007

Cominciamo a parlare di urbanistica sostenibile

Giugno 15, 2007 By: Cinzia Casalvieri Category: Ambiente&Territorio No Comments →

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Negli ultimi decenni , a partire dagli anni ’70, il dibattito sul tema della sostenibilità ambientale è stato di carattere interdisciplinare e ha coinvolto studiosi, organizzazioni internazionali e movimenti di opinione. Si è giunti a formulare il principio di sviluppo sostenibile , sancito per la prima volta dal Rapporto Brundtal nel 1987, ossia: “ lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri”.
Nel 1992, durante la Conferenza tenutasi a Rio de Janeiro su “Ambiente e Sviluppo”, 170 paesi di tutto il mondo aderiscono ad Agenda 21, documento programmatico su ambiente, economia e società. A partire da questo momento il modello socio-economico basato esclusivamente sul Prodotto Interno Lordo (PIL), come indicatore di efficienza di un Paese, viene messo in discussione a favore di un modello basato invece sul Prodotto Interno Netto Ecologico (PINE). La “Campagna Europea Città Sostenibili”, scaturita dalla Conferenza di Aalborg, tenutasi in Danimarca nel 1992, in Italia si concretizzerà nel 1999, a Ferrara, con la nascita del “Coordinamento Nazionale Agende 21 locali”. Un ruolo decisivo è riconosciuto alle amministrazioni locali nell’attuazione delle politiche di sviluppo sostenibile, basate sul principio che l’insieme dei sistemi naturali e artistico-culturali presenti sul territorio costituiscono capitale di primaria importanza. Si ribadisce che i temi legati al governo del territorio debbano implicare innovazione di procedure e contenuti nelle decisioni relative alla pianificazione, passando attraverso la partecipazione informata dei cittadini nei processi di trasformazione urbana.

Alla luce di questi concetti, quali sono le implicazioni propriamente urbanistiche nella gestione dell’ambiente urbano? Una prima conseguenza è il superamento del principio di “espansione regolata della città”, che appare fortemente riduttivo e inadeguato, in favore della tutela dell’integrità fisica del territorio. Ne deriva il concetto che la crescita insediativa non può passare attraverso ulteriori consumi di suolo. Il soddisfacimento della sommatoria di interessi compositi, anche se legittimi e rilevanti, non è sufficiente a soddisfare la funzione sociale, collettiva e ambientale di un piano, a qualsiasi livello, per cui la negoziazione sugli interventi di tipo ambientale non è detto che sia sempre possibile e legittima.Da ora in poi la qualità delle politiche urbanistiche si misurerà sulla loro capacità di :

  1. favorire meccanismi di riproducibilità delle risorse naturali
  2. garantire la riduzione di consumo del suolo
  3. limitare al minimo la realizzazione di nuove strade potenziando il trasporto pubblico
  4. migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua
  5. salvaguardare i sistemi naturali
  6. interrompere i processi di abusvismo

In sintesi, il sistema di pianificazione dovrà essere basato sulla capacità di ogni regione di produrre nel rispetto del Prodotto Interno Netto Ecologico. Sia a livello normativo che culturale è ora di abbandonare definitivamente il concetto ormai obsoleto di “utilizzo” del territorio in favore di un governo dello stesso basato sulle sue “vocazioni” naturali e culturali.

Nonostante la marginalità delle tematiche ambientali nella pratica urbanistica italiana di tipo “tradizionalista”, anche nel nostro Paese non sono mancati esempi noti e meno noti, a partire dagli anni ’60 e ’70, di particolare attenzione verso gli aspetti qualitativi del territorio, sebbene limitata ad alcuni elementi peculiari come: centri storici, preesistenze, adiacenze dei centri urbani, sistemi collinari e paesaggio agrario. Senza pretendere di volere essere all’avanguardia nelle politiche urbanistiche di nuova generazione, si può ragionevolmente dire che lo stesso sia avvenuto o stia avvenendo nel nostro territorio? Che cosa è stato fatto o si sta facendo per ridurre il consumo di suolo o per salvaguardare il nostro sistema collinare?

Per approfondimenti:

ind.gif http://www.assa-cee.org/asUrbanistica.htm

ind.gif http://www.cittasostenibile.it/

ind.gif http://www.unifi.it/urbanistica/CMpro-v-p-293.html

 

Arch. V. Casalvieri
Associazione “NucleoArchitettiCiampino”

 

Riforma delle professioni: a fine giugno il Testo Unificato

Giugno 13, 2007 By: RedazioneNAC Category: Riforme&Professione No Comments →

Riforma Mastella. Critiche dagli Ordini - Senza associazioni professioni a rischio

Come tutti i disegni di legge che i diversi governi degli ultimi quindici anni hanno inserito nella propria agenda, anche il Ddl Mastella non si sottrae alle critiche degli ordini professionali volti ad affossare, ancora una volta, una riforma attesa da lungo tempo.
Questa volta apre le danza l’ordine dei dottori commercialisti, ma sarà senz’altro a breve seguito da altre forze che sanno essere trasversali anche rispetto alle compagini politiche, in un copione già visto che ha prima bloccato la Riforma Mirone e, nell’ultima legislatura, la Vietti ad un passo dall’approvazione.
I punti critici rimangono sempre gli stessi:

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Detrazione d’imposta per il risparmio energetico

Giugno 07, 2007 By: RedazioneNAC Category: RisparmioEnergetico No Comments →

risp.energeticoL’agenzia delle Entrate con la circolare n. 36 del 31 Maggio 2007 chiarisce in che modo avviene il riconoscimento di una detrazione d’imposta nella misura del 55% delle spese sostenute per gli interventi di risparmio energetico, cosi come previsto dalla legge finanziaria 2007. La Circolare spiega i soggetti che sono ammessi alla detrazione, gli edifici interessati, gli interventi agevolati, le spese che danno diritto all’agevolazione e gli adempimenti per fruire della detrazione.

ind.gif  Circolare n. 36 del 31/05/2007 

Commissione edilizia: addio!

Giugno 05, 2007 By: Luigia Ardingo Category: Qualità urbana No Comments →

Non è nostra intenzione polemizzare sull’eventuale abolizione della commissione edilizia del Comune di Ciampino (Del. G.C. del 29-05-2007), in quanto, ogni Comune al fine di conseguire risparmi di spesa, con provvedimento da emanarsi entro sei mesi dall’inizio di ogni esercizio finanziario, individua gli organi con funzioni amministrative ritenute indispensabili per il perseguimento dei fini istituzionali dell’amministrazione (art. 41 Legge n. 449/1997).
Fatto sta che con la delibera sopra menzionata, il Consiglio comunale pone la commissione edilizia tra gli organi non più indispensabile all’Ente, impegnandosi a rivederne le competenze  “attribuendole, mediante modifica del Regolamento edilizio, funzioni e pareri in ordine alla sola tutela dei vincoli“.
In pratica, attribuendogli la funzione che esercita la Commissione Edilizia Integrata (organo questo che esprime parere obbligatorio nei procedimenti che riguardano le trasformazioni urbanistiche ricadenti nelle zone assoggettate a vincolo paesistico-ambientale), la Commissione Edilizia è abolita: le sue competenze sono ben diverse e, in qualità di organo consultivo, dovrebbe esprimere parere in merito agli aspetti qualitativi, formali e d’inserimento nell’ambiente, nei procedimenti che riguardano le trasformazioni urbanistiche e edilizie del territorio.Allo stato attuale, porsi il problema del mantenimento o no della commissione edilizia è naturale dato che, negli anni, la normativa di settore ne ha modificato il ruolo e la funzione. Infatti, fino all’entrata in vigore del Testo Unico in materia di edilizia (D.P.R. n. 380 del 2001) la sua funzione costituiva un momento obbligatorio nell’assetto organizzativo degli Enti locali. Dal 2001 tale obbligo non sussiste più, in quanto, l’art. 4 del D.P.R 380/2001 ha stabilito che è facoltà del Comune istituire la commissione edilizia,  rimandando al regolamento edilizio locale la determinazione delle funzioni che è chiamata a svolgere e la natura del parere, se vincolante oppure no  (art. 20, comma 3, T.U. n. 380/2001).
In definitiva, l’atto di soppressione è dovuto salvo che la commissione non è riconosciuta “indispensabile” all’Ente stesso: gli organi non scelti sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’Ufficio che ha la competenza nella materia affidata all’organo consultivo.
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