La disaffezione alla politica
Riportiamo l’articolo di Vito Cosentino
“La disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, per non dire avversità, è un fenomeno diffuso, di recente particolarmente evidenziato dalle manifestazioni di piazza promosse da Beppe Grillo. Al di là dei coloriti strali anti-politica del comico genovese e delle accuse di populismo e qualunquismo a lui rivolte dai suoi detrattori, bisogna comunque registrare un dato di fatto inconfutabile: la democrazia elettiva sta mostrando sempre di più elementi di criticità, soprattutto nel fondamentale rapporto di fiducia che dovrebbe esistere tra i cittadini e le Istituzioni democratiche che li rappresentano. Per superare questo si rende necessario, oltre che portare avanti una reale opera di moralizzazione della politica, cercare di raggiungere un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella gestione della cosa pubblica. Soprattutto in ambito locale, dove i problemi possono essere analizzati da vicino ed aggrediti in maniera diretta ed efficace, sarebbe quanto mai opportuno sperimentare queste nuove forme di partecipazione. Che poi tanto nuove non sono, visto che sono state già applicate con successo, già da alcuni decenni, in molte realtà locali italiane ed europee.Proviamo ad elencare i motivi per cui queste pratiche inclusive possono costituire un antidoto alla crisi della moderna democrazia elettiva. In primis perché le istituzioni in questo modo danno un forte segnale ai cittadini di voler considerare i loro bisogni e le loro preferenze, al di là dei vincoli formali del mandato elettorale. In secondo luogo perché i processi partecipativi permettono di sviscerare i problemi nella loro interezza e complessità, arrivando quindi ad un livello di dettaglio difficilmente riscontrabile in un programma elettorale. Inoltre queste pratiche, favorendo la discussione e l’incontro tra punti di vista differenti, rendono le decisioni finali mediate e accettate in maniera consapevole dai cittadini. Infine, ma non per importanza, la partecipazione contribuisce ad aumentare il senso civico e la cultura della responsabilità degli individui e dei gruppi sociali nei confronti del bene comune.
Proprio su questi interessanti argomenti si è svolto di recente un convegno internazionale dal titolo “Democrazia e città. Tra rappresentanza e partecipazione.”, promosso a Loppiano dai Focolarini. Michele Concilio, nostro collega di redazione, ha partecipato al convegno ed ha proposto, come esempio di possibile collaborazione tra cittadinanza e amministratori nella risoluzione dei problemi urbani, il caso emblematico dell’ex Collegio delle Ancelle del Sacro Cuore, meglio conosciuto come IGDO. Un monumento al degrado e allo spreco, ma che essendo evocativo della memoria per tanti ciampinesi potrebbe rappresentare il punto di partenza per la rinascita della città, o forse meglio per il suo compimento. E’ stato posto all’attenzione dei tavoli di lavoro il Documento, presentato dalle Associazioni cittadine (Colibrì, Comitato pro IGDO, Legambiente – Circolo di Ciampino, Nucleo Architetti Ciampino, Teresio Olivelli) all’Amministrazione, contenente la proposta di un Laboratorio di progettazione partecipata per il recupero dello storico complesso edilizio. Tale documento è stato apprezzato per la sua complessità ma anche per la sua trasparenza. Speriamo, nell’interesse della nostra città, che questa straordinaria opportunità venga colta dai cittadini e dai loro rappresentanti politici.
Intanto fa piacere registrare un significativo passo in avanti. Il Sindaco, nell’incontro del 29 novembre scorso con le Associazioni firmatarie, ha ribadito l’intenzione di adottare tramite una delibera di Giunta l’iniziativa proposta, affinché i primi atti concreti possano iniziare a partire dal prossimo gennaio.”

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