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Nucleo Architetti Ciampino
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Archive for Gennaio, 2008

L’architettura del terzo millennio

Gennaio 31, 2008 By: Cinzia Casalvieri Category: Architettura No Comments →

Una provocazione dell’architetto Massimo Majowiecki, docente all’Università di Venezia, al V-day di Beppe Grillo. “…adesso si fanno gli edifici così: non è più architettura ma industrial design…che differenza c’è con un oggetto qualsiasi? Si dimenticano le funzioni, che ci sono dentro le persone. Basta fare scenografia perchè si vende solo fumo ormai” Lo segnaliamo perchè merita una riflessione. Buona visione.

ind.gif http://it.youtube.com/watch?v=Eqk4ZcHvJf8

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“PTPG”: un “Piano” condiviso sconosciuto a molti.

Gennaio 26, 2008 By: Luigia Ardingo Category: Ambiente&Territorio No Comments →

Copertina_PTPGSul sito della Provincia di Roma si legge che il “Piano Territoriale Provinciale Generale” (PTPG) è il risultato di “un processo lungo e laborioso di condivisione con il territorio”.  Per i disinformati (siamo in tanti), il “processo di condivisione”  è stato avviato nel dicembre del 2004, all’interno di Agenda 21 della Provincia di Roma e si è concluso il 30 Marzo 2007. In questa data, lo schema del PTPG è stato esaminato dalla Giunta Provinciale e successivamente, il 18 Giugno 2007, presentato in  Consiglio per l’adozione.
Sempre dal sito della Provincia si apprende che il “Consiglio è stato sospeso e nei mesi di Luglio e Ottobre 2007, sono stati convocati singolarmente tutti i Comuni della Provincia per verificare il grado di conoscenza della proposta di Piano e delle Norme Tecniche. Ed ancora, “il Consiglio Provinciale riprenderà e concluderà l’esame dello schema di Piano dopo le festività natalizie per dar luogo ai successivi adempimenti amministrativi previsti dalla Legge 38/99”.
Riepilogando, si attiva un processo partecipativo sul “PTPG” inclusivo di una rappresentanza “allargata e qualificata” di cittadini singoli e/o associati, di Amministratori dei Comuni della provincia e quest’ultimi, tra luglio ed ottobre 2007, si convocano singolarmente per verificarne il grado di conoscenza della proposta! Dato che i Comuni, con i loro rappresentanti, sono tra gli ”attori“ che hanno elaborato lo schema di “Piano”, perché “verificarne il grado di conoscenza”?
Volendo interpretare questo passaggio come momento di confronto della proposta con le amministrazioni, non capiamo perché la “verifica di conoscenza” è invece assente con i cittadini delle singole comunità locali. La norma vorrebbe che, prima dell’adozione, un progetto elaborato all’interno di un processo partecipato debba essere condiviso con la popolazione, attivando Assemblee aperte a tutti e nel caso specifico del “PTPG”, in tutte le realtà coinvolte dal Piano.
Trattandosi di un processo di condivisione riteniamo sia giusto chiedere chiarimenti all’A.C. di Ciampino, sulla partecipazione ai tavoli di lavori, sulle eventuali osservazioni fatte al Piano e infine, sulla mancata informazione ai cittadini dell’elaborazione e adozione di uno strumento urbanistico sovra-comunale che, con uno scenario al 2015, pianifica l’area metropolitana dei Castelli Romani.

Per approfondimenti sui contenuti del PTPG in fase di adozione, si rimanda al sito della Provincia di Roma. ind.gif http://ptpg.provincia.roma.it:8080/index.jsp          

 Arch. L. Ardingo
(Coordinamento NucleoArchitettiCiampino)

 

“Ciampino città dell’efficienza energetica”

Gennaio 24, 2008 By: Luigia Ardingo Category: Ambiente&Territorio No Comments →

“Ciampino città dell’efficienza energetica” è un progetto del Pacchetto Ambiente 2008, di cui non si conosce nulla. Quali siano le azioni che verranno avviate per far si che la città sia così denominata, è un mistero per molti cittadini.

La richiesta di maggiori informazioni sul progetto ritengo sia fondata, in quanto, solo pochi mesi fa da queste pagine, lodavamo l’efficienza di alcune amministrazioni comunali nel perseguire politiche energetiche locali e segnalavamo l’inefficenza della nostra amministrazione. Una denuncia fatta non per fare critica sterile ma per sollecitarne l’avvio. Nel mese di Luglio, infatti, abbiamo trasmesso agli assessorati competenti in materia un documento con azioni da intraprendere al più presto e, in questo, sottolineato l’importanza di quella finalizzata all’informazione (rivolta a cittadini, associazioni, imprese edili, tecnici, ecc) per il perseguimento degli obiettivi.

Si apprezza il “lavoro organico” svolto tra i tre assessorati in materia di “etica ambientale, mobilità sostenibile, risparmio energetico e di ottimizzazione delle risorse per il rispetto della salute di tutti i cittadini” ma, per la mancanza di informazioni sui contenuti di alcuni progetti adottati, risulta difficile esprime un giudizio su tutto il Pacchetto Ambiente. L’unica valutazione esprimibile è quella dell’inefficacia, in termini di ritorno di miglioramento della qualità dell’aria, dell’istituzione del divieto di circolazione alle auto per un solo giorno della settimana con le modalità stabilite dal nuovo decreto.

In attesa di una seria programmazione degli interventi, di una vera politica di stategie integrate mirate ad ottimizzare le risorse nel lungo periodo e, infine, di conoscere nel dettaglio tutte le azioni del Pacchetto Ambiente 2008, di questo, si propone la lettura cosi come fornito dall’A.C.

ind.gif Pacchetto Ambiente 2008

L.A.

Caratteristiche del regime dei Contribuenti minimi

Gennaio 14, 2008 By: Luigia Ardingo Category: Riforme&Professione No Comments →

Semplificazione degli adempimenti fiscali e imposta del 20% sul reddito per chi non supera i 30.000 euro annui. È questa la novità introdotta dalla Finanziaria 2008, in materia di sistema fiscale semplificato per i professionisti e i piccoli imprenditori.

Soggetti che rientrano nel regime dei contribuenti minimi
Rientrano nel regime dei contribuenti minimi i soggetti che presentano i requisiti di seguito elencati: 

  • Persone fisiche residenti nel territorio dello Stato esercenti attività di impresa, arti o professioni.
  • Ricavi o compensi conseguiti nell’anno solare precedente non superiori a 30.000 euro 
  • Nell’anno solare precedente non devono essere state effettuate cessioni all’esportazione, operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali.   
  • Nell’anno solare precedente non devono essere state sostenute spese per lavoro dipendente o per collaboratori anche assunti con le modalità riconducibili ad un progetto o programma di lavoro, o fase di esso. La regola riguarda anche le spese per prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore medesimo o dai suoi familiari ad eccezione dei compensi corrisposti ai collaboratori dell’impresa familiare. 
  • Nell’anno solare precedente non devono essere state erogate somme sotto forma di utili di partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro. 
  • Non devono essere stati acquistati, anche mediante contratti di appalto e di locazione, nei tre anni precedenti a quello di entrata nel regime, beni strumentali di valore complessivo superiore a 15.000 euro. 
  • L’imprenditore o l’artista o professionista non deve, al contempo partecipare a società di persone o ad associazioni professionali, costituite in forma associata per l’esercizio della professione o a società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria che hanno optato per il regime della trasparenza fiscale.

(more…)

Politiche temporali e mobilità urbana

Gennaio 12, 2008 By: Luigia Ardingo Category: Ambiente&Territorio No Comments →

centralinaE’ assodato che il traffico è tra le cause principali dell’inquinamento atmosferico e acustico delle aree urbane: ad alti livelli di inquinamento, si risponde con qualche occasionale blocco del traffico, qualche stop alla circolazione, un po di targhe alterne, un po di rottamazioni e incentivi per l’acquisto di veicoli euro 4. Risultati ottenuti? Aumento delle vendite di auto, livelli di smog che restano stabili o che addirittura peggiorano, aumento del tempo perso per la mobilità in città.

A provvedimenti antinquinamento, adottati per tamponare il superamento dei valori rilevati dalle centraline, sarebbe opportuno affiancare una campagna di sensibilizzazione finalizzata a modificare nella popolazione, sia le abitudini negli spostamenti urbani, sia gli orari di offerta dei servizi. Uno sforzo comune (che coinvolga amministratori, cittadini singoli e associati, enti pubblici e privati) per un obiettivo collettivo di perseguire nuovi modi di vivere la città. E’ questo, un obiettivo il cui raggiungimento ha un iter apparentemente complesso (perché comporta la modifica di abitudini e stili di vita consolidati) ma possibile.
L’incoraggiamento a perseguire nuovi modi di vivere lo spazio urbano, arriva dai risultati positivi ottenuti dalle città che hanno adottato azioni sperimentali in ottica di “politiche temporali urbane”. Queste, si basano su una progettualità di “Piano” finalizzata ad innescare nella mobilità urbana, uno spostamento di attenzione dal metodo di approccio trasportistico e infrastrutturale, verso i cittadini e le diverse condizioni di spostamento. Sono città che, a seguito della Legge n. 53 del 2000, hanno adottato il “Piano Territoriale degli Orari” (PTO) e sperimentato misure per l’armonizzazione degli orari allo scopo di ridurre la mobilità in determinate fasce orarie, di conseguenza le emissioni di gas inquinanti nel settore dei trasporti.

Brevemente si accenna che, il “PTO” è documento di indirizzo e di azioni, descrive le problematiche e le criticità individuate a livello territoriale, definisce i progetti, anche sperimentali, da attuarsi gradualmente nella città. E’ obbligatorio per i comuni con oltre 30 mila abitanti ed è approvato dal Consiglio Comunale su proposta del Sindaco. Quest’ultimo ha il compito di elaborare le “Linee Guida” (attraverso forme di consultazionie con le altre Amministrazioni pubbliche, le parti sociali, le associazioni e gli organismi dei cittadini), di promuovere accordi con le componenti del tavolo di concertazione e di emettere le ordinanze per l’attuazione del Piano.

Le esperienze italiane di adozione di PTO hanno affrontato il tema della mobilità secondo tre modalità:

  • diluire in alcuni momenti della giornata/settimana/mese il traffico in aree urbane congestionate, agendo sul trasporto pubblico, sulla desincronizzazione degli orari scolastici e degli uffici aperti al pubblico di enti o società private. Provvedimenti presi in tal senso hanno ottenuto risultati positivi rispetto all’obiettivo di abbattimento delle punte di traffico in determinate fasce orarie giornaliere.

  • Costruzione di “patti della mobilità”, cioè di accordi formali e negoziabili con attori pubblici e privati produttori di “orari urbani vincolati” verso una offerta diversificata degli stessi.

  • Strategie d’azione orarie mirate a prestare attenzione ai calendari della vita sociale, di apertura delle attività, dell’apertura di cantieri su aree pubbliche e, infine, di ridisegno fisico degli spazi aperti alla sosta e all’attesa.

Si tratterebbe dell’adozione di strategie integrate, flessibili e condivise, finalizzate a modificare tempi degli spostamenti, a disincentivare l’attraversamento del territorio ai veicoli, ad incentivare l’uso di mezzi pubblici e la realizzazione di aree di sosta. E’ questo ciò che si propone per avviare, nella nostra città, un cambiamento culturale nella gestione/utilizzazione dei servizi e dello spazio urbano. Una proposta per una programmazione di Piano in materia di mobilità urbana, concordata, che ponga fine a situazioni contradditorie, di divieti e di servizi pubblici negati ai cittadini. Non ci illudiamo che un tale approccio possa essere completamente risolutivo di tutti le questioni legate alla mobilità nel nostro territorio che, come ben sappiamo, è attanagliato da pesanti problemi strutturali e da un consistente traffico di attraversamento condizionato da dinamiche esterne ai confini comunali, ma pensiamo che alcuni interventi mirati nell’ambito delle politiche temporali possano comunque contribuire a mitigare qualche disagio.

Arch. L. Ardingo
(Nucleo Architetti Ciampino)