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	<title>Commenti a: La visita agli scavi</title>
	<link>http://nucleoarchitetti.org/2008/06/14/la-visita-agli-scavi-dellacqua-acetosa/</link>
	<description>Nucleo Architetti Ciampino</description>
	<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 23:43:06 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Luigia</title>
		<link>http://nucleoarchitetti.org/2008/06/14/la-visita-agli-scavi-dellacqua-acetosa/#comment-17</link>
		<author>Luigia</author>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 11:45:09 +0000</pubDate>
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					<description>Segnalo l'articolo di Carlo A. Bucci, riguardante la cisterna romana ritrovata a Ciampino nell'ambito dei lavori del sottopasso dell'Acqua Acetosa.


&lt;em&gt;“&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Cercavano il fondo della vasca e i canali per lo scolo delle acque. E si sono trovati davanti il corpo di una fanciulla, fasciata da un panneggio mosso che evidenzia le forme aggraziate della ragazza: bellissima, anche se scempiata e mutilata dalla furia dello scalpello. Accanto, il pezzo di un sarcofago istoriato. Poi cippi, iscrizioni e altari funerari dell´antica via Castrimeniense che porta a Marino. Ma, soprattutto, decine di frammenti di un tempio in peperino che Rodolfo Lanciani nell´800 già doveva constatare come scomparso. E i cui capitelli, fregi dorici, lesene e basi dirute, erano andati invece a finire da secoli nel "butto" lì vicino. Ossia la gigantesca cisterna di inizi primo secolo dopo Cristo appena ritrovata a due passi dalla ferrovia che attraversa Ciampino. Un vasto spazio trapeziodale, con 23 pilastri emersi dal fango, che gli archeologi della Soprintendenza del Lazio hanno riportato alla luce a partire da ottobre (dopo i sondaggi del 2004) nell´ambito dei lavori decisi dal Comune di Ciampino per il sottopasso che eliminerà il passaggio a livello. 

Siamo in località Marcandreola. A un passo dai casali cinquecenteschi dei Colonna, dalla via dei Laghi e dall´aeroporto. E a poche decine di metri dalla villa di Quinto Voconio Pollione (II sec. d.C.), spogliata nell´Ottocento delle sue statue più belle (sileni, atleti, veneri) andate ad arricchire il mercato internazionale e il Landesmuseum di Karlsruhe. Una villa sepolta oggi sotto villini e villette. «Si pensava che della dimora patrizia non rimanesse più nulla. E invece, facendo i sondaggi in un terreno privato, un anno fa abbiamo trovato le propaggini della pars rustica, oltre a una sepoltura in pozzetto molto precedente, dell´XI secolo» spiega Alessandro Betori, responsabile per la Soprintendenza dello scavo eseguito dall´archeologa Agnese Fischetti. 

Fu forse proprio per la posa dei binari nel 1856 che il tempio in peperino venne demolito. Mentre i resti delle tombe finirono nella cisterna quando nel ‘500 la zona fu destinata a orti. «Edificio pubblico per usi agricoli, la cisterna si appoggia a un muro in opera quadrata del quinto secolo a.C. che serviva per irreggimentare le acque di un rivo o di un torrente ora scomparso». Il muro corre anche sotto il liceo costruito negli anni Ottanta e rispunta, più in basso, nella fossa del sondaggio eseguito nel terreno dove sorgerà un altro, ennesimo insediamento residenziale. «Dei 40 metri di superficie muraria, almeno 10 rimarranno a vista e saranno visitabili» assicura Betori. 

E la cisterna, che fine farà? «D´intesa con il Comune di Ciampino - sottolinea la soprintendente archeologa del Lazio, Marina Sapelli Ragni - verrà fatta una parziale musealizzazione della struttura, in modo che l´esterno dei muri perimetrali restino in vista testimoniando i volumi dell´edificio». Buona parte della cisterna dovrà insomma, finito lo scavo, essere interrata. E per i frammenti del tempio in peperino gettati nel "butto", «si profila l´ipotesi di una collocazione e, dove possibile, della ricostruzione, all´interno di uno spazio comunale qui a Ciampino».&lt;/em&gt;

Art. di Carlo Alberto Bucci 
Pubblicato da: La RepubblicaRoma.it  in data 22 Febbraio 2008
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo l&#8217;articolo di Carlo A. Bucci, riguardante la cisterna romana ritrovata a Ciampino nell&#8217;ambito dei lavori del sottopasso dell&#8217;Acqua Acetosa.</p>
<p><em>“</em><em>Cercavano il fondo della vasca e i canali per lo scolo delle acque. E si sono trovati davanti il corpo di una fanciulla, fasciata da un panneggio mosso che evidenzia le forme aggraziate della ragazza: bellissima, anche se scempiata e mutilata dalla furia dello scalpello. Accanto, il pezzo di un sarcofago istoriato. Poi cippi, iscrizioni e altari funerari dell´antica via Castrimeniense che porta a Marino. Ma, soprattutto, decine di frammenti di un tempio in peperino che Rodolfo Lanciani nell´800 già doveva constatare come scomparso. E i cui capitelli, fregi dorici, lesene e basi dirute, erano andati invece a finire da secoli nel &#8220;butto&#8221; lì vicino. Ossia la gigantesca cisterna di inizi primo secolo dopo Cristo appena ritrovata a due passi dalla ferrovia che attraversa Ciampino. Un vasto spazio trapeziodale, con 23 pilastri emersi dal fango, che gli archeologi della Soprintendenza del Lazio hanno riportato alla luce a partire da ottobre (dopo i sondaggi del 2004) nell´ambito dei lavori decisi dal Comune di Ciampino per il sottopasso che eliminerà il passaggio a livello. </p>
<p>Siamo in località Marcandreola. A un passo dai casali cinquecenteschi dei Colonna, dalla via dei Laghi e dall´aeroporto. E a poche decine di metri dalla villa di Quinto Voconio Pollione (II sec. d.C.), spogliata nell´Ottocento delle sue statue più belle (sileni, atleti, veneri) andate ad arricchire il mercato internazionale e il Landesmuseum di Karlsruhe. Una villa sepolta oggi sotto villini e villette. «Si pensava che della dimora patrizia non rimanesse più nulla. E invece, facendo i sondaggi in un terreno privato, un anno fa abbiamo trovato le propaggini della pars rustica, oltre a una sepoltura in pozzetto molto precedente, dell´XI secolo» spiega Alessandro Betori, responsabile per la Soprintendenza dello scavo eseguito dall´archeologa Agnese Fischetti. </p>
<p>Fu forse proprio per la posa dei binari nel 1856 che il tempio in peperino venne demolito. Mentre i resti delle tombe finirono nella cisterna quando nel ‘500 la zona fu destinata a orti. «Edificio pubblico per usi agricoli, la cisterna si appoggia a un muro in opera quadrata del quinto secolo a.C. che serviva per irreggimentare le acque di un rivo o di un torrente ora scomparso». Il muro corre anche sotto il liceo costruito negli anni Ottanta e rispunta, più in basso, nella fossa del sondaggio eseguito nel terreno dove sorgerà un altro, ennesimo insediamento residenziale. «Dei 40 metri di superficie muraria, almeno 10 rimarranno a vista e saranno visitabili» assicura Betori. </p>
<p>E la cisterna, che fine farà? «D´intesa con il Comune di Ciampino - sottolinea la soprintendente archeologa del Lazio, Marina Sapelli Ragni - verrà fatta una parziale musealizzazione della struttura, in modo che l´esterno dei muri perimetrali restino in vista testimoniando i volumi dell´edificio». Buona parte della cisterna dovrà insomma, finito lo scavo, essere interrata. E per i frammenti del tempio in peperino gettati nel &#8220;butto&#8221;, «si profila l´ipotesi di una collocazione e, dove possibile, della ricostruzione, all´interno di uno spazio comunale qui a Ciampino».</em></p>
<p>Art. di Carlo Alberto Bucci<br />
Pubblicato da: La RepubblicaRoma.it  in data 22 Febbraio 2008<br />
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