Casale dei Monaci : questioni di restauro…o di lana caprina?


Il Casale dei Monaci, prima e dopo la ”cura”
Visitando, per consuetudine ormai quasi quotidiana, lo spassoso sito http://www.archiwatch.it , curato dall’emerito prof. Giorgio Muratore, ci siamo accorti che, per la seconda volta in poche settimane, si parla di architetture ciampinesi. Questa volta è il turno del nostro Casale dei Monaci, edificio di proprietà comunale oggetto di un discusso restauro avvenuto qualche anno fa e ora semiabbandonato e svuotato, non si capisce bene per quale motivo, dalle funzioni di Centro Culturale a cui doveva assolvere. Talmente è caduta nel dimenticatoio questa struttura che non ci si prende cura di aggiornare nemmeno il suo sito web, http://www.comune.ciampino.roma.it/casale.htm, dove risulta ancora Assessore alla Cultura il destituito Acciari. D’altronde, con quali notizie e su quali inesistenti iniziative potrebbe essere mai aggiornato?
Riportiamo l’articolo pubblicato su Archiwatch e relativi commenti, senza aggiungere ulteriori considerazioni…per carità di patria. D’altra parte quando qualcuno di noi sonnolenti e spesso troppo acquiescenti architetti locali, ha osato esprimere, a titolo del tutto personale (senza avere l’ardire di mobilitarsi come categoria), stupore e sconcertata meraviglia per tale inedita “tecnica di restauro”, è stato prontamente tacciato di disfattismo e attitudine perniciosa alla critica gratuita da politici e valenti tecnici comunali curatori dell’intervento.
Alla faccia della cultura … della storia … e dell’architettura …
“cari amici,
se entrate nel sito del comune di Ciampino
http://www.comune.ciampino.roma.it/casale.htm
vedete come non si dovrebbe mai ristrutturare un casale.
Qui casale “Vigna dei Monaci”, tipico casale-torre dell’Agro, posto a trecento metri a sinistra del chilometro due della via dei Laghi, dietro l’Osteria Casale dei Francesi e dietro il cancello di Casale Marcandreola, quindi alle porte di Roma, ridotto a ignobile villetta.
Nel sito si vede la situazione prima e dopo.
Poichè un restauro sbagliato può uccidere un casale, è successo anche al famoso casale di Santa Maria Nuova dell’Appia, accanto alla villa dei Quintili …
Cordiali saluti”
L. C.
V E R G O G N O S O …
COMMENTI (fin qui pervenuti) DEGLI UTENTI DI ARCHIWATCH (presumibilmente architetti e in quanto tali qualificati…forse)
Salvatore D’Agostino ha scritto:
Venerdì, 20 Giugno 2008 alle 21:22:31
Caro,
Luigi Cherubini si può conoscere il nome del restauratore e la sua qualifica?
Perché non si compra un cartello giallo (del tipo: indicazione presenza di un’opera d’arte) e scrivere il nome e il cognome del sensibile artista, con la data dell’intervento.
L’Italia è al 90% costruita da tecnici di cultura elementare. Un consiglio: non perdere più tempo con gli articoli sull’Ara Pacis, Zazà, Fuksas, per concentrare la nostra attenzione sull’Italia del cemento facile.
sergio bonanni ha scritto:
Venerdì, 20 Giugno 2008 alle 23:35:46
neanche l’ufficio tecnico di Paperopoli avrebbe saputo far di meglio.

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