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	<title>Commenti per NAC</title>
	<link>http://nucleoarchitetti.org</link>
	<description>Nucleo Architetti Ciampino</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 04:01:41 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Commenti su La visita agli scavi di Luigia</title>
		<link>http://nucleoarchitetti.org/2008/06/14/la-visita-agli-scavi-dellacqua-acetosa/#comment-17</link>
		<author>Luigia</author>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 11:45:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://nucleoarchitetti.org/2008/06/14/la-visita-agli-scavi-dellacqua-acetosa/#comment-17</guid>
					<description>Segnalo l'articolo di Carlo A. Bucci, riguardante la cisterna romana ritrovata a Ciampino nell'ambito dei lavori del sottopasso dell'Acqua Acetosa.


&lt;em&gt;“&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Cercavano il fondo della vasca e i canali per lo scolo delle acque. E si sono trovati davanti il corpo di una fanciulla, fasciata da un panneggio mosso che evidenzia le forme aggraziate della ragazza: bellissima, anche se scempiata e mutilata dalla furia dello scalpello. Accanto, il pezzo di un sarcofago istoriato. Poi cippi, iscrizioni e altari funerari dell´antica via Castrimeniense che porta a Marino. Ma, soprattutto, decine di frammenti di un tempio in peperino che Rodolfo Lanciani nell´800 già doveva constatare come scomparso. E i cui capitelli, fregi dorici, lesene e basi dirute, erano andati invece a finire da secoli nel "butto" lì vicino. Ossia la gigantesca cisterna di inizi primo secolo dopo Cristo appena ritrovata a due passi dalla ferrovia che attraversa Ciampino. Un vasto spazio trapeziodale, con 23 pilastri emersi dal fango, che gli archeologi della Soprintendenza del Lazio hanno riportato alla luce a partire da ottobre (dopo i sondaggi del 2004) nell´ambito dei lavori decisi dal Comune di Ciampino per il sottopasso che eliminerà il passaggio a livello. 

Siamo in località Marcandreola. A un passo dai casali cinquecenteschi dei Colonna, dalla via dei Laghi e dall´aeroporto. E a poche decine di metri dalla villa di Quinto Voconio Pollione (II sec. d.C.), spogliata nell´Ottocento delle sue statue più belle (sileni, atleti, veneri) andate ad arricchire il mercato internazionale e il Landesmuseum di Karlsruhe. Una villa sepolta oggi sotto villini e villette. «Si pensava che della dimora patrizia non rimanesse più nulla. E invece, facendo i sondaggi in un terreno privato, un anno fa abbiamo trovato le propaggini della pars rustica, oltre a una sepoltura in pozzetto molto precedente, dell´XI secolo» spiega Alessandro Betori, responsabile per la Soprintendenza dello scavo eseguito dall´archeologa Agnese Fischetti. 

Fu forse proprio per la posa dei binari nel 1856 che il tempio in peperino venne demolito. Mentre i resti delle tombe finirono nella cisterna quando nel ‘500 la zona fu destinata a orti. «Edificio pubblico per usi agricoli, la cisterna si appoggia a un muro in opera quadrata del quinto secolo a.C. che serviva per irreggimentare le acque di un rivo o di un torrente ora scomparso». Il muro corre anche sotto il liceo costruito negli anni Ottanta e rispunta, più in basso, nella fossa del sondaggio eseguito nel terreno dove sorgerà un altro, ennesimo insediamento residenziale. «Dei 40 metri di superficie muraria, almeno 10 rimarranno a vista e saranno visitabili» assicura Betori. 

E la cisterna, che fine farà? «D´intesa con il Comune di Ciampino - sottolinea la soprintendente archeologa del Lazio, Marina Sapelli Ragni - verrà fatta una parziale musealizzazione della struttura, in modo che l´esterno dei muri perimetrali restino in vista testimoniando i volumi dell´edificio». Buona parte della cisterna dovrà insomma, finito lo scavo, essere interrata. E per i frammenti del tempio in peperino gettati nel "butto", «si profila l´ipotesi di una collocazione e, dove possibile, della ricostruzione, all´interno di uno spazio comunale qui a Ciampino».&lt;/em&gt;

Art. di Carlo Alberto Bucci 
Pubblicato da: La RepubblicaRoma.it  in data 22 Febbraio 2008
&lt;strong&gt;http://roma.repubblica.it/multimedia/home/1759048/1&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo l&#8217;articolo di Carlo A. Bucci, riguardante la cisterna romana ritrovata a Ciampino nell&#8217;ambito dei lavori del sottopasso dell&#8217;Acqua Acetosa.</p>
<p><em>“</em><em>Cercavano il fondo della vasca e i canali per lo scolo delle acque. E si sono trovati davanti il corpo di una fanciulla, fasciata da un panneggio mosso che evidenzia le forme aggraziate della ragazza: bellissima, anche se scempiata e mutilata dalla furia dello scalpello. Accanto, il pezzo di un sarcofago istoriato. Poi cippi, iscrizioni e altari funerari dell´antica via Castrimeniense che porta a Marino. Ma, soprattutto, decine di frammenti di un tempio in peperino che Rodolfo Lanciani nell´800 già doveva constatare come scomparso. E i cui capitelli, fregi dorici, lesene e basi dirute, erano andati invece a finire da secoli nel &#8220;butto&#8221; lì vicino. Ossia la gigantesca cisterna di inizi primo secolo dopo Cristo appena ritrovata a due passi dalla ferrovia che attraversa Ciampino. Un vasto spazio trapeziodale, con 23 pilastri emersi dal fango, che gli archeologi della Soprintendenza del Lazio hanno riportato alla luce a partire da ottobre (dopo i sondaggi del 2004) nell´ambito dei lavori decisi dal Comune di Ciampino per il sottopasso che eliminerà il passaggio a livello. </p>
<p>Siamo in località Marcandreola. A un passo dai casali cinquecenteschi dei Colonna, dalla via dei Laghi e dall´aeroporto. E a poche decine di metri dalla villa di Quinto Voconio Pollione (II sec. d.C.), spogliata nell´Ottocento delle sue statue più belle (sileni, atleti, veneri) andate ad arricchire il mercato internazionale e il Landesmuseum di Karlsruhe. Una villa sepolta oggi sotto villini e villette. «Si pensava che della dimora patrizia non rimanesse più nulla. E invece, facendo i sondaggi in un terreno privato, un anno fa abbiamo trovato le propaggini della pars rustica, oltre a una sepoltura in pozzetto molto precedente, dell´XI secolo» spiega Alessandro Betori, responsabile per la Soprintendenza dello scavo eseguito dall´archeologa Agnese Fischetti. </p>
<p>Fu forse proprio per la posa dei binari nel 1856 che il tempio in peperino venne demolito. Mentre i resti delle tombe finirono nella cisterna quando nel ‘500 la zona fu destinata a orti. «Edificio pubblico per usi agricoli, la cisterna si appoggia a un muro in opera quadrata del quinto secolo a.C. che serviva per irreggimentare le acque di un rivo o di un torrente ora scomparso». Il muro corre anche sotto il liceo costruito negli anni Ottanta e rispunta, più in basso, nella fossa del sondaggio eseguito nel terreno dove sorgerà un altro, ennesimo insediamento residenziale. «Dei 40 metri di superficie muraria, almeno 10 rimarranno a vista e saranno visitabili» assicura Betori. </p>
<p>E la cisterna, che fine farà? «D´intesa con il Comune di Ciampino - sottolinea la soprintendente archeologa del Lazio, Marina Sapelli Ragni - verrà fatta una parziale musealizzazione della struttura, in modo che l´esterno dei muri perimetrali restino in vista testimoniando i volumi dell´edificio». Buona parte della cisterna dovrà insomma, finito lo scavo, essere interrata. E per i frammenti del tempio in peperino gettati nel &#8220;butto&#8221;, «si profila l´ipotesi di una collocazione e, dove possibile, della ricostruzione, all´interno di uno spazio comunale qui a Ciampino».</em></p>
<p>Art. di Carlo Alberto Bucci<br />
Pubblicato da: La RepubblicaRoma.it  in data 22 Febbraio 2008<br />
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	<item>
		<title>Commenti su Palazzina ciampinese di Redazione NAC</title>
		<link>http://nucleoarchitetti.org/2008/05/20/palazzina-ciampinese/#comment-14</link>
		<author>Redazione NAC</author>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 08:42:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://nucleoarchitetti.org/2008/05/20/palazzina-ciampinese/#comment-14</guid>
					<description>Noi ringraziamo lei per l'attenzione. Segnalare la presenza di un edificio "d'autore" ai nostri concittadini, in un territorio periferico così scarso di qualità e spesso anche di semplice "dignità" architettonica, ci è sembrato un atto dovuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noi ringraziamo lei per l&#8217;attenzione. Segnalare la presenza di un edificio &#8220;d&#8217;autore&#8221; ai nostri concittadini, in un territorio periferico così scarso di qualità e spesso anche di semplice &#8220;dignità&#8221; architettonica, ci è sembrato un atto dovuto.</p>
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				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Palazzina ciampinese di adelaide regazzoni caniggia</title>
		<link>http://nucleoarchitetti.org/2008/05/20/palazzina-ciampinese/#comment-13</link>
		<author>adelaide regazzoni caniggia</author>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 18:10:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://nucleoarchitetti.org/2008/05/20/palazzina-ciampinese/#comment-13</guid>
					<description>sono Adelaide Regazzoni Caniggia, vedova di Gianfranco Caniggia.
vorrei ringraziare per avere pubblicato l’articolo di Giancarlo Galassi: articolo inedito e di grande profondità. Ho conosciuto questo giovane architetto al mio corso di architettura degli interni che ho tenuto per molti anni in Facoltà; ho sempre trasmesso nella mia disciplina la teoria imparata alle lezioni di Caniggia e Galassi ha continuato il lavoro di approfondimento; grazie ancora.



</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono Adelaide Regazzoni Caniggia, vedova di Gianfranco Caniggia.<br />
vorrei ringraziare per avere pubblicato l’articolo di Giancarlo Galassi: articolo inedito e di grande profondità. Ho conosciuto questo giovane architetto al mio corso di architettura degli interni che ho tenuto per molti anni in Facoltà; ho sempre trasmesso nella mia disciplina la teoria imparata alle lezioni di Caniggia e Galassi ha continuato il lavoro di approfondimento; grazie ancora.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Sostenibilita&#8217; del sistema pensionistico di Salvatore Comenale Pinto</title>
		<link>http://nucleoarchitetti.org/2007/07/06/inarcassa-sostenibilita-del-sistema-pensionistico/#comment-5</link>
		<author>Salvatore Comenale Pinto</author>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 11:25:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://nucleoarchitetti.org/2007/07/06/inarcassa-sostenibilita-del-sistema-pensionistico/#comment-5</guid>
					<description>Cari amici saprete che da oltre un anno vengono deliberatamente diffuse dai Delegati al Consiglio Nazionale Inarcassa e da altri organi sociali, allarmanti notizie circa l’equilibrio economico e la sostenibilità di Inarcassa, dichiarando apertamente che le informazioni “ufficialmente” diffuse attraverso il periodico Inarcassa sono insufficienti,

 che il Delegato Massimo Calda ha lanciato un ennesimo allarme privo di concreta documentazione convocando per il giorno 18 luglio il convegno dal significativo titolo “La sostenibilità di Inarcassa”, a pochi mesi di distanza dalla adunanza Inarcassa indetta dalla Presidente, di analoghi contenuti per essere priva di ogni documentazione ufficiale (neanche un Ordine del giorno), e densa di ingiustificati allarmismi.

Pertanto ho provveduto a richiedere a Inarcassa l'invio con urgenza del bilancio di gestione 2006 (che dovrebbe indicare se i contributi sono spesi e impiegati correttamente per assicurare la nostra previdenza)e l’ultimo bilancio tecnico approvato (esso dovrebbe chiaramente indicare se occorrono aumenti dei contributi) che dovrebbe essere redatto almeno con cadenza triennale e che dovrebbe assicurare l'equilibrio di bilancio -Decreto Legislativo 30 giugno 1994 n. 509, art.2 comma2) unitamente alle delibere di approvazione da parte degli organi sociali.

Ho chiesto che tali documenti mi siano forniti con l’ urgenza del caso per poter partecipare correttamente informato alla predetta riunione.

Ho chiesto di sapere se il bilancio 2005 e il bilancio 2006 sono stati sottoposti all’esame della Corte dei Conti , come dalla legge previsto a tutela degli iscritti che versano i contributi a Inarcassa per obbligo di legge e non per valutazione personale di una particolare efficienza o affidabilità.

 

Avrò piacere di mettervi al corrente del contenuto di eventuali risposte, che siano soddisfacenti o meno

Cordiali saluti

Ing Salvatore Comenale Pinto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici saprete che da oltre un anno vengono deliberatamente diffuse dai Delegati al Consiglio Nazionale Inarcassa e da altri organi sociali, allarmanti notizie circa l’equilibrio economico e la sostenibilità di Inarcassa, dichiarando apertamente che le informazioni “ufficialmente” diffuse attraverso il periodico Inarcassa sono insufficienti,</p>
<p> che il Delegato Massimo Calda ha lanciato un ennesimo allarme privo di concreta documentazione convocando per il giorno 18 luglio il convegno dal significativo titolo “La sostenibilità di Inarcassa”, a pochi mesi di distanza dalla adunanza Inarcassa indetta dalla Presidente, di analoghi contenuti per essere priva di ogni documentazione ufficiale (neanche un Ordine del giorno), e densa di ingiustificati allarmismi.</p>
<p>Pertanto ho provveduto a richiedere a Inarcassa l&#8217;invio con urgenza del bilancio di gestione 2006 (che dovrebbe indicare se i contributi sono spesi e impiegati correttamente per assicurare la nostra previdenza)e l’ultimo bilancio tecnico approvato (esso dovrebbe chiaramente indicare se occorrono aumenti dei contributi) che dovrebbe essere redatto almeno con cadenza triennale e che dovrebbe assicurare l&#8217;equilibrio di bilancio -Decreto Legislativo 30 giugno 1994 n. 509, art.2 comma2) unitamente alle delibere di approvazione da parte degli organi sociali.</p>
<p>Ho chiesto che tali documenti mi siano forniti con l’ urgenza del caso per poter partecipare correttamente informato alla predetta riunione.</p>
<p>Ho chiesto di sapere se il bilancio 2005 e il bilancio 2006 sono stati sottoposti all’esame della Corte dei Conti , come dalla legge previsto a tutela degli iscritti che versano i contributi a Inarcassa per obbligo di legge e non per valutazione personale di una particolare efficienza o affidabilità.</p>
<p>Avrò piacere di mettervi al corrente del contenuto di eventuali risposte, che siano soddisfacenti o meno</p>
<p>Cordiali saluti</p>
<p>Ing Salvatore Comenale Pinto</p>
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